PRIMO GIORNO AD UBUD, UN GIRO PERLUSTRATIVO

UN VIAGGIO NEL MERCATO DELLA FRUTTA DI UBUD

CAMPUHAN, MERCATO DELLA FRUTTA DI UBUD

Leggi la prima parte (Quando visitare Bali)…

Arriviamo a  la mattina dell’11 agosto, dove ci attende la sorella di Santana, il pittore che ci ospiterà nella sua Homestay (praticamente un bed & breakfast) per la prima settimana in cui saremo adUbud, nel cuore di Bali.

Ubud è la cosiddetta capitale culturale dell’isola, anche se oggi pullula di turisti ed è un pout-pourrì di tecniche di yoga e meditazione, centri benessere, elogio del biologico e della cucina vegan, templi che sorgono ad ogni angolo delle strade, negozi di cianfrusaglie e boutiques esclusive, arte, pittori e artisti di vario genere, ma soprattutto persone sorridenti, smog, traffico, riso, tassisti e… offerte.

MERCATO DELLA FRUTTA DI UBUD

 

All’inizio non capivo cosa fossero, così disposte sui marciapiedi, devo averle calpestate più di una volta. Si tratta di piccoli cestini di foglie di bambù, intrecciati dalle donne balinesi, i quali contengono fiori, riso, incenso ma anche caramelle, cioccolatini e biscotti.

Sono le offerte che i balinesi fanno agli dèi, per ringraziarli e aggiudicarsi i loro favori.

Ce lo ha spiegato Santana, il nostro simpatico pittore che ha ricavato una struttura con circa 4 camere all’interno del suo favoloso cortile tropicale, dove vive con la sua famiglia. Per le strade si notano anche degli strani festoni che scendono dall’alto, un po’ pacchiani a dire il vero, che simboleggiano il ciclo della vita. Santana ci ha spiegato anche questo, oltre ad aiutarci nelle nostre escursioni e rendere il nostro soggiorno a Bali piacevole e familiare.

Consigliamo a tutti di usufruire delle homestay e di strutture ricettive di piccole dimensioni, spesso gestite da famiglie, e di evitare i grandi resort. La cultura indonesiana è criptica e i balinesi non sono poi così aperti; questo tipo di esperienza rappresenta quindi una delle poche possibilità di entrarci in contatto. La nostra settimana trascorsa ad Ubud è iniziata, dopo un giro panoramico-perlustrativo di rito, con una piccola escursione sul crinale di Campuhan, che costeggia la città.

Dovete sapere che Bali è caratterizzata dalla presenza di suggestive risaie a terrazza, le quali circondano anche Ubud. Come arrivarci? Dalla strada centrale ci si dirige a piedi, o con un taxi, a est dell’Ubud Palace – il tempio principale vicino al punto informazioni turistico – per poi salire a destra, prima di arrivare al ponte.

Per la durata dell’escursione completa calcolate circa 3 ore a piedi, ma potete sempre decidere di tornare indietro quando volete, come abbiamo fatto noi, e concedervi delle piccole soste bevendo latte di cocco. Quello che vi aspetta è un autentico scorcio della vita balinese: persone che lavorano nelle risaie con i tipici cappelli a cono, villaggi di contadini, uomini che raccolgono la cosiddetta “erba di elefante” usata per costruire i tetti di paglia e coppie fidanzatini che contemplano il panorama.

La passeggiata non è impegnativa, potete indossare tranquillamente scarpe da tennis o sandali (ma attenzione agli animali!), portarvi una bottiglia d’acqua e magari un cappello per ripararvi dal sole. La vegetazione vi lascerà senza parole: non è un caso se la zona è stata la prima a richiamare numerosi pittori occidentali negli anni ’30.

crinale Campuhan

 

Nella stessa giornata ci siamo diretti al mercato della frutta di Ubud, centro della vita cittadina, perdendoci tra le varie bancarelle e gallerie d’arte. Le persone ospitano, infatti, all’interno delle proprie case, esposizioni di quadri realizzati in diversi stili pittorici. Ubud è uno dei principali fulcri della vita artistica balinese, soprattutto per la pittura, che si tramanda ormai di generazione in generazione.

Se volete portarvi a casa un quadro, come nel nostro caso, la soluzione migliore è farsi rilasciare la tela arrotolata in un contenitore per poi disporla in una cornice o intelaiatura, una volta tornati dalla vacanza.

Non ci siamo fatti mancare, nello stesso giorno, una visita all’Ubud Palace, in mattinata prima dell’arrivo dei turisti, il che ci ha permesso di osservare le donne del posto recarsi al tempio per portare le prime offerte agli dèi. È stato il primo tempio visitato, una scoperta che vi sorprenderà nei primi giorni, soprattutto per le raffigurazioni delle sculture in pietra, così lontane dalla nostra cultura, per poi lasciarvi piuttosto indifferenti.

I templi sorgono ovunque e sono abbastanza simili fra loro. Quello che farà davvero la differenza sarà la vostra predisposizione d’animo e il misticismo che avvertirete una volta entrati nell’uno o nell’altro. Templi poco significativi vi sembreranno oasi di pace nelle quali trascorrere ore ed ore mentre altri più conosciuti vi trasmetteranno ben poco.

Ubud Palace

Il nostro primo pranzo è stato al Warung Sopa (nella strada Sugriwa, davanti al Santana Homestay), un ristorante vegetariano al quale si accede rigorosamente scalzi e si gustano delizie a base di riso rosso, tofu, verdure ed anche un buonissimo e piccante infuso realizzato con la radice zenzero che ci ha letteralmente conquistato: è stato il primo di una lunga serie!